AFRICA OCCIDENTALE
La situazione degli stati dell'Africa occidentale
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La fine della guerra fredda ha avuto un forte impatto sui sistemi politici dell'Africa. In precedenza i dittatori sostenevano che la democraziona non era necessariamente il sistema migliore per l'Africa benché questa fosse la facciata dietro la quale si nascondevano dei regimi tirannici.
Tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, quando caddero le dittature comuniste dell'Europa orientale, gli africani iniziarono a guardare i loro capi politici con una nuova consapevolezza e a domandarsi quale diritto avessero di restare al potere cosė a lungo senza essere sottoposti periodicamente alla loro approvazione. Contemporaneamente il sostegno del blocco sovietico ai paesi africani iniziò a scemare, pertanto dal canto loro le nazioni occidentali non avevano più bisogno di appoggiare i loro alleati. Improvvisamente la posizione dei dittatori si fece alquanto precaria e in molte parti dell'Africa sorsero movimenti a sostegno della democrazia e dei sistemi multipartitici.
Fautori di questo progresso verso la democrazia sono stati gli Stati Uniti, tramite la Banca Mondiale e il governo francese, che hanno preteso ulteriori riforme politiche in cambio di aiuti finanziari.
Uno dei governi più autocratici dell'Africa era quello del Benin, ma nel 1990 in occasione di un importante raduno politico i deputati chiesero e ottennero le dimissioni di Mathieu Kerekou, una nuova costituzione e la promessa di libere elezioni pluripartitiche.
Gli eventi seguirono un corso simile in Mali nel 1991, quando il presidente Moussa Traore, al potere dal 1968, fu costretto a dimettersi. La nuova leadership ora sostiene un sistema multipartitico e indice elezioni libere.
Le cose sono andate meno bene in Niger, dove il nuovo sistema democratico plutipartitico ha dato vita a un governo debole e instabile che è stato rovescliato con un colpo di stato nel 1996. L'anno seguente tuttavia si sono svolte le elezioni per scegliere un nuovo presidente e una nuova assemblea nazionale. Anche in paesi apparentenemente stabili i colpi di stato sono un pericolo concreto, come ha dimostrato la presa di potere dell'esercito in Gambia nel 1994 e in Guinea-Bissau nel 1998.
Un fatto indicativo della situazione politica della regione è che in occasione di un incontro dei capi di stato dell'Africa occidentale, svoltasi nel 1997, sette dei dodici leader che hanno preso parte erano saliti al potere con un colpo di stato. La vera democrazia pluripartitica è una realtà ancora lontana.

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