AFRICA OCCIDENTALE
La situazione degli stati dell'Africa occidentale
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L'Africa occidentale può essere divisa in tre zone geografiche principali disposte in senso orizzontale: una fascia settentrionale costituita dal deserto, un'area meridionale con boscaglia e foreste e una parte centrale semidesertica detta Sahel.
L'Africa occidentale ha poche montagne e per lo più il suo territorio è pianeggiante o lievemente ondulato. La monotonia del paesaggio è interrotta solo da qualche rilievo, tra cui la catena che si snoda lungo il confine tra Nigeria e Camerun, l'Altopiano di Jos e i Monti Shebsi in Nigeria, le colline circostanti il Monte Bintumani in Sierra Leone, il massiccio di Air in Nigeria, la zona del Monte Nimba al confine tra Guinea, Costa d'Avorio e Liberia e infine le alture del Fouta Djalon, che dalla Guinea occidentale si estendono fino al Senegal sudorientale. Nonostante siano poche, le montagne dell'Africa occidentale ospitano le sorgenti di diversi fiumi. Il corso d'acqua più grande della regione è il Niger, che nasce nel Fouta Djalon in Guinea e disegnando una grande ansa attraversa il Mali verso nord-est fino a Motpi, dove si dirama formando il cosidetto delta interno, ovvero un dedalo di canali e paludi. La cima dell'ansa tocca i margini del Sahara vicino a Timbuctu, poi da qui il fiume scorre verso sud-est attraversando il Niger e la Nigeria e sfocia nell'Atlantico con il suo vasto delta a ovest di Port Harcourt.
Le questioni ecologiche e ambientali come la deforestazione, l'erosione del suolo, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua, lo sconfinamento delle zone urbane nelle aree protette, la distruzione degli habitat e la conservazione delle risorse naturali stanno diventando sempre più pressanti in Africa cosė come in molte altre parti del mondo.
Inoltre nell'Africa l'incremento demografico crea forti pressioni sul territorio e sulle risorse naturali. Tutti in genere concordano sul fatto che le risorse vadano conservate e che per ottenere questo scopo si debba diminuire il tasso di crescita demografica, ma suggerire come soluzione la contraccezione, la sterilizzazione o un cambiamento negli atteggiamenti culturali sarebbe riduttivo. I conservazionisti considerano la questione in termini più ampi e sostengono che il rapido aumento della popolazione è strettamente legato alla miseria delle condizioni di vita, la quale a sua volta è collegata a questioni sociali quali il basso tasso di scolarizzazione e la scarsa assistenza sanitaria.

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